Alessio Nardini, direttore generale del Ministero della Salute, ha annunciato il 1° aprile 2025 a Roma un importante obiettivo nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata per gli over 65. Durante la presentazione del report realizzato da Salutequità, Nardini ha sottolineato che, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), si prevede di raggiungere il target europeo fissato per il 2026, portando l’assistenza domiciliare al 10%. Questo traguardo rappresenta un passo fondamentale per allinearsi agli standard europei, considerando che nel 2019 molte regioni italiane registravano livelli di assistenza domiciliare pressoché nulli.
Obiettivi del pnrr per l’assistenza domiciliare
Il report presentato da Nardini evidenzia come il Pnrr stia svolgendo un ruolo cruciale nel miglioramento dell’assistenza domiciliare in Italia. La situazione pregressa, caratterizzata da disparità significative tra le varie regioni, ha reso necessaria un’azione mirata per garantire un servizio più uniforme e accessibile. L’obiettivo è quello di aumentare l’intensità di cura a livello domiciliare, permettendo ai pazienti di ricevere assistenza direttamente nelle loro abitazioni, riducendo così il ricorso agli ospedali.
Nardini ha dichiarato che, sebbene ci siano ancora molte sfide da affrontare, il raggiungimento del target europeo è alla portata. È fondamentale che le ore dedicate all’assistenza domiciliare aumentino rispetto al passato, per garantire un servizio di qualità e rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana. L’assistenza domiciliare integrata, quindi, non è solo una questione di numeri, ma di qualità della vita per i pazienti.
Le difficoltà da superare
Nonostante i progressi previsti, Nardini ha messo in guardia sulle difficoltà che permangono nel settore. La transizione verso un nuovo modello di assistenza domiciliare richiederà un impegno costante da parte delle Regioni, che dovranno adattarsi a queste nuove linee guida. L’intensificazione dell’assistenza domiciliare è vista come una priorità, non solo per raggiungere gli obiettivi europei, ma anche per migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre la pressione sugli ospedali.
L’auspicio è che, grazie a questo nuovo approccio, si possa mantenere il paziente il più lontano possibile dalle strutture ospedaliere, favorendo un’assistenza più personalizzata e diretta. La presentazione del report ha raccolto l’attenzione di esponenti e stakeholder del settore, sottolineando l’importanza di un dialogo continuo per affrontare le sfide future nell’ambito della salute pubblica.
Il contributo di salutequità
Il report sull’assistenza domiciliare integrata è stato redatto con il supporto non condizionato di Confindustria dispositivi medici e ha coinvolto un panel di esperti per garantire una visione completa e aggiornata della situazione attuale. La collaborazione tra le istituzioni e il settore privato è fondamentale per affrontare le sfide legate all’assistenza sanitaria in Italia, specialmente in un periodo di cambiamenti così rapidi e significativi.
La discussione avvenuta a Roma ha rappresentato un’opportunità per riflettere su come migliorare i servizi di assistenza domiciliare e per condividere idee e best practices tra i vari attori coinvolti. Con un impegno collettivo, si punta a trasformare le sfide in opportunità, garantendo un’assistenza di alta qualità per tutti gli anziani in Italia.
