La lotta contro il fentanyl si intensifica, ma individuare il nemico risulta complesso

L’intelligence statunitense avverte sul crescente ruolo dell’India nel traffico di fentanyl, con preoccupazioni per le conseguenze economiche e sociali a livello globale.

Un recente rapporto dell’intelligence statunitense ha sollevato preoccupazioni riguardo al ruolo crescente dell’India nel commercio illecito di fentanyl. Il dottor Riccardo Gatti, esperto in psichiatria e psicoterapia, ha messo in guardia sul fatto che i principali responsabili di questa situazione siano i Paesi con avanzate capacità tecnologiche nella produzione di farmaci, pur sottolineando che la fabbricazione può avvenire in qualsiasi luogo.

Il rapporto dell’intelligence statunitense e l’India

Il 29 marzo 2025, è emerso un rapporto che indica l’India come un attore significativo nel traffico di fentanyl, in particolare per quanto riguarda la fornitura di precursori chimici necessari alla sintesi di questa sostanza. Questa notizia, riportata dalla CNN, ha il potenziale di generare preoccupazione a Nuova Delhi, soprattutto considerando che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha già imposto dazi a Paesi accusati di non fare abbastanza per fermare l’ingresso di questa droga mortale negli Stati Uniti. Tuttavia, il dottor Gatti esprime dubbi sull’efficacia di tale strategia, evidenziando che la situazione è complessa e in continua evoluzione.

Secondo Gatti, la “guerra del fentanyl” si sta espandendo, coinvolgendo non solo l’India, ma anche il Messico, il Canada e la Cina. La sua analisi mette in luce l’apparente ingenuità degli Stati Uniti nel non riconoscere che, con l’aumento della produzione di droghe sintetiche, diventa sempre più difficile identificare un nemico in un Paese che non ostacola la produzione di tali sostanze.

Le dinamiche della produzione di fentanyl

Il dottor Gatti ha sottolineato che i Paesi con una forte capacità tecnologica nella produzione di farmaci sono spesso i primi sospettati, ma la realtà è che la produzione di precursori chimici non richiede necessariamente coltivazioni agricole. I laboratori attrezzati possono essere installati ovunque, rendendo difficile il tracciamento della produzione di fentanyl. Inoltre, la situazione è aggravata dalla crescente globalizzazione dei traffici, che può portare a conflitti tra diverse nazioni.

Gatti ha avvertito che se altre nazioni dovessero seguire l’esempio degli Stati Uniti, il rischio è che si possa assistere a una guerra commerciale tra Paesi, con conseguenze devastanti per i cittadini, in particolare per quelli delle nazioni più povere. La sua analisi evidenzia che le offensive politiche ed economiche potrebbero non solo non fermare i produttori e i trafficanti di droga, ma potrebbero anche consentire loro di espandere ulteriormente la loro influenza.

Le ripercussioni sulle popolazioni e le sfide future

Il dottor Gatti ha concluso mettendo in guardia sulle possibili conseguenze di queste politiche, che potrebbero ricadere sui cittadini dei Paesi coinvolti. Le misure di ritorsione economica e commerciale potrebbero portare a una maggiore sofferenza per le popolazioni più vulnerabili. Inoltre, rimane incerto se i produttori e i trafficanti di droga subiranno un contraccolpo o se, in un contesto di conflitto economico e politico, riusciranno a rafforzare ulteriormente la loro posizione nel mercato globale.

In un mondo sempre più interconnesso, dove i confini reali e simbolici sembrano sempre più difficili da controllare, le parole del dottor Gatti risuonano come un campanello d’allarme. Gli Stati Uniti, da sempre considerati un baluardo contro il traffico di droga, si trovano ora a fronteggiare sfide senza precedenti nella lotta contro il fentanyl e altre sostanze psicoattive.

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