Aids, Mariavittoria Rava: “Dopo i tagli di Trump, venduti 2 camion di farmaci ad Haiti”

La presidente della Fondazione Francesca Rava lancia un appello per salvare i pazienti dell’ospedale Nph Saint Damien in Haiti, colpiti dal taglio dei fondi Usaid.

La presidente della Fondazione Francesca Rava, Mariavittoria Rava, ha lanciato un appello urgente per sostenere i pazienti dell’ospedale Nph Saint Damien di Port-au-Prince, Haiti, dove circa 600 persone rischiano di perdere le cure salvavita a causa del taglio immediato dei fondi Usaid. Questo intervento è stato attuato senza preavviso, lasciando l’ospedale in difficoltà nel garantire i farmaci antiretrovirali necessari per le madri sieropositive e i loro neonati.

Impatto del taglio dei fondi usaid

Il 29 marzo 2025, Mariavittoria Rava ha condiviso con l’Adnkronos Salute la sua preoccupazione per la rapidità con cui sono stati sospesi i finanziamenti Usaid, un’agenzia fondamentale per il sostegno ai programmi di salute in Haiti. “Ho ricevuto una comunicazione da padre Rick, il direttore dei progetti in loco, che ci ha informato della situazione critica all’ospedale Saint Damien, dove forniamo assistenza a mamme e bambini. Questa decisione ha avuto un impatto devastante, non solo per la perdita di fondi, ma anche per la mancanza di tempo per trovare soluzioni alternative”, ha dichiarato Rava. La fondazione è stata costretta a vendere due camion per raccogliere fondi immediati necessari all’acquisto dei farmaci salvavita, sottolineando l’urgenza della situazione.

Il programma Hiv dell’ospedale Nph Saint Damien, che ha assistito centinaia di pazienti, si è trovato di fronte a una crisi senza precedenti. Rava ha evidenziato come, di norma, i donatori offrono un periodo di transizione prima di interrompere i finanziamenti, permettendo così alle organizzazioni di riorganizzarsi. Questa volta, invece, l’impatto è stato immediato e devastante, costringendo la fondazione a ridurre drasticamente le sue attività.

Le conseguenze per i pazienti

La Fondazione Francesca Rava ha sempre fornito supporto a pazienti che necessitano di terapie antiretrovirali. “Abbiamo dovuto limitare le nostre attività solo ai farmaci salvavita, interrompendo studi e programmi di prevenzione che erano in corso”, ha spiegato Rava. La perdita di fondi ha costretto molte organizzazioni a cercare soluzioni alternative per continuare a operare. “Ognuno di noi sta cercando di sopravvivere in questo momento difficile. Stiamo chiedendo ai nostri donatori di ‘adottare’ un paziente, anche con piccole donazioni, affinché possano ricevere le cure di cui hanno bisogno”, ha aggiunto.

Il clima di incertezza ha generato un’ampia preoccupazione tra gli operatori del settore. Rava ha espresso il suo rammarico per la situazione attuale, evidenziando che la perdita di fondi non colpisce solo le organizzazioni, ma ha un impatto diretto sulla vita delle persone. “Ci sono storie di pazienti che affrontano situazioni drammatiche. Una madre, ad esempio, ha abbandonato la sua neonata nel nostro ospedale, disperata per non poter continuare le cure”, ha raccontato Rava.

Possibili soluzioni e il futuro

In un contesto così complesso, la presidente della fondazione ha esposto la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica e i donatori sulla gravità della situazione. “Spero che questa fase di crisi possa portare a una ristrutturazione dei finanziamenti, affinché i progetti più efficaci possano essere sostenuti in futuro”, ha affermato. Rava ha anche menzionato la possibilità di coinvolgere altre fondazioni, come quella di Bill e Melinda Gates, per sostenere la lotta contro l’Hiv.

La situazione in Haiti è critica, e la Fondazione Francesca Rava è uno dei pochi punti di riferimento per le cure Hiv nel paese. “Siamo l’unico ospedale che fornisce assistenza a madri e bambini, e la chiusura di programmi potrebbe avere conseguenze devastanti”, ha concluso Rava, sottolineando l’importanza di mantenere attivi i servizi per i pazienti vulnerabili.

Condivi su: