Medicina: ogni anno 120mila italiani colpiti da ictus, arriva una nuova terapia per la fase acuta

L’arrivo di tenecteplase in Italia promette di rivoluzionare il trattamento dell’ictus, migliorando le prospettive di recupero e evidenziando la necessità di strutture riabilitative adeguate.

Ogni anno, in Italia, circa 120mila persone vengono colpite da ictus, con un trend di età in costante abbassamento. Per questi pazienti, si preannuncia l’arrivo di tenecteplase, una nuova molecola che promette di rivoluzionare il trattamento della patologia in fase acuta, grazie a una somministrazione più rapida. Attualmente, circa 45mila pazienti sopravvivono all’ictus, ma molti di loro devono affrontare significativi deficit motori e cognitivi. È quindi essenziale un rapido accesso a percorsi riabilitativi, che al momento risultano insufficienti per garantire un’adeguata assistenza.

La necessità di un recupero ottimale

Paola Santalucia, presidente dell’Associazione Italiana Ictus Isa-Aii, sottolinea l’importanza di un recupero post-ictus efficace. L’ictus rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità. La nuova molecola tenecteplase, attualmente in fase di approvazione da parte dell’AIFA, potrebbe migliorare significativamente le prospettive di recupero. A differenza della terapia tradizionale, che richiede un’ora di infusione, la somministrazione di tenecteplase avverrà in pochi secondi tramite iniezione. Questo cambiamento non solo aumenterà le possibilità di sopravvivenza, ma ridurrà anche le conseguenze motorie e cognitive associate all’ictus. Già approvato in Europa due anni fa dall’EMA, il farmaco deve essere somministrato entro quattro ore e mezza dall’insorgenza dei sintomi. I vantaggi della nuova terapia includono maggiore sicurezza, efficacia e un profilo farmacocinetico migliorato, con una distribuzione ottimale nel circolo sanguigno e un ridotto rischio di emorragie.

Formazione e preparazione per i clinici

In previsione dell’approvazione di tenecteplase, l’Associazione ha avviato un piano di preparazione che include webinar e incontri in presenza per i professionisti del settore. Un vademecum informativo è disponibile sul sito ufficiale dell’associazione. Santalucia insiste sulla necessità di adottare un nuovo approccio nella cura dell’ictus acuto, evidenziando l’importanza di un intervento tempestivo.

Mauro Silvestrini, past president dell’Isa-Aii, aggiunge che grazie a innovazioni terapeutiche e interventi tempestivi, il numero di pazienti che sopravvivono all’ictus è vicino a 50mila. Tuttavia, molti di loro presentano conseguenze motorie e cognitive che richiedono percorsi riabilitativi adeguati. Esistono pazienti che necessitano di trattamenti intensivi in strutture specializzate, mentre altri possono ricevere supporto ambulatoriale o domiciliare. È fondamentale garantire a tutti i pazienti un trattamento efficace per le complicanze, come spasticità muscolare e movimenti incontrollati. La tossina botulinica è attualmente considerata una delle migliori opzioni terapeutiche, ma deve essere associata a un piano di prevenzione secondaria.

Innovazione tecnologica nella riabilitazione

Silvestrini sottolinea come le nuove tecnologie stiano aprendo opportunità senza precedenti per il trattamento dei pazienti. Programmi personalizzati di riabilitazione possono ora essere seguiti anche a domicilio, grazie a software e applicazioni che consentono la teleguida da parte degli specialisti. Queste innovazioni permettono un monitoraggio continuo dei pazienti, e l’aumento dell’uso di dispositivi tecnologici tra gli anziani facilita ulteriormente questo processo.

Leonardo Pantoni, presidente eletto dell’Isa-Aii, evidenzia che oltre il 50% dei pazienti colpiti da ictus affrontano disturbi cognitivi, che possono variare a seconda dell’area cerebrale interessata. Tra i disturbi più comuni ci sono le difficoltà di linguaggio e le disfunzioni della memoria e dell’attenzione. Questi problemi, spesso poco riconosciuti, richiedono valutazioni specifiche che possono essere effettuate anche in fase acuta. Una diagnosi tardiva può compromettere le strategie terapeutiche e riabilitative.

La carenza di strutture riabilitative

Pantoni rileva l’assenza di strutture dedicate alla riabilitazione cognitiva, anche in grandi città come Milano. Questi disturbi influenzano profondamente la qualità della vita e potrebbero beneficiare di percorsi riabilitativi a distanza, che non richiedono contatti fisici. L’associazione sta investendo nella ricerca sull’intelligenza artificiale per facilitare l’implementazione di tali soluzioni.

Massimo Del Sette, presidente dell’11esimo Congresso Isa-Aii, in programma a Genova dal 3 al 5 aprile 2025, sottolinea l’importanza della comunicazione nel processo di cura. In collaborazione con l’ISS, è stato avviato il progetto ICare, che mira a migliorare la comunicazione tra pazienti, caregiver e operatori sanitari. Il Manuale per la comunicazione del paziente con ictus, pubblicato dall’ISS nel 2023, offre strumenti per valutare la qualità della comunicazione nelle varie fasi di cura.

Nicoletta Reale, past president di Alice Italia Odv, conclude evidenziando l’urgenza di garantire percorsi riabilitativi adeguati in tutto il territorio nazionale. La scarsità di posti letto e strutture è un problema ancora irrisolto. L’associazione sta lavorando per mappare i centri riabilitativi disponibili, al fine di informare e supportare i pazienti e le loro famiglie nel percorso di reinserimento nella vita quotidiana.

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