Oggi, 20 marzo 2025, Milano ha ospitato l’evento intitolato “Le donne verso un cuore consapevole”, un’iniziativa promossa da Daiichi Sankyo Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie cardiovascolari femminili e sull’importanza della medicina di genere. L’evento si è svolto presso la sede dell’Unione femminile nazionale, riunendo esperti di diverse discipline per discutere le specificità di genere legate alle patologie cardiovascolari.
Le differenze di genere nelle malattie cardiovascolari
Le donne, rispetto agli uomini, risultano meno informate sui propri rischi cardiovascolari e partecipano in misura ridotta ai programmi di screening. Questa mancanza di consapevolezza ha conseguenze dirette sulla prevenzione e sulla gestione delle malattie cardiovascolari. A confermare questa situazione è il Carin Women survey, uno studio multicentrico condotto da Arca (Associazioni regionali cardiologi ambulatoriali) che ha coinvolto 49 ambulatori cardiologici in Italia. Tra le 5.600 pazienti intervistate, solo il 10% si è dichiarato ad alto rischio cardiovascolare. La dottoressa Adele Lillo, cardiologa e referente nazionale del gruppo di studio Malattie Cv di genere di Arca, ha sottolineato l’importanza di monitorare il rischio cardiovascolare femminile lungo tutto l’arco della vita, evidenziando che il riconoscimento precoce e il trattamento dei fattori di rischio possono modificare il corso degli eventi cardiovascolari.
Il ruolo della medicina di genere e della tecnologia
Durante l’incontro, è emerso che le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di mortalità a livello globale, con differenze significative tra uomini e donne riguardo alla prevalenza, alla manifestazione clinica e alla risposta ai trattamenti. Le donne tendono a presentare sintomi atipici, il che porta a ritardi diagnostici e terapeutici. Fattori di rischio specifici, come la sindrome dell’ovaio policistico, il menarca precoce, l’uso di contraccettivi orali, l’ansia e la depressione, le complicazioni gravidiche e le malattie autoimmuni, influenzano ulteriormente la salute cardiovascolare femminile. Nonostante ciò, la consapevolezza di tali differenze rimane bassa, come dimostrano diversi studi.
Le donne vivono più a lungo, ma spesso in condizioni di salute peggiori. Secondo una nota, il 51% del carico sanitario femminile è causato da malattie comuni a entrambi i sessi, ma con un impatto maggiore sulle donne. Circa il 60% delle problematiche di salute si manifestano in età lavorativa, influenzando reddito e benessere familiare. Le patologie cardiovascolari, insieme a quelle oncologiche, sono tra le principali cause di mortalità e disabilità in Italia per la popolazione femminile, comportando un costo annuale di circa 41 miliardi di euro, con una significativa perdita di giorni di lavoro.
Verso un cambiamento nella salute femminile
I relatori hanno evidenziato che il miglioramento della salute delle donne deve diventare un parametro cruciale per valutare il benessere complessivo della società. Irene Gianotto, consulente di The European House Ambrosetti, ha sottolineato che investire nella medicina di genere non solo migliora la salute femminile, ma genera benefici anche per gli uomini e altri gruppi. Le donne, in molte occasioni, gestiscono la salute delle famiglie, rendendo la loro salute un tema centrale.
Un altro aspetto discusso è la necessità di considerare le differenze di sesso e genere nella ricerca clinica. Attualmente, le donne sono sottorappresentate negli studi clinici, il che ostacola l’individuazione di percorsi di prevenzione e cura adeguati. Elena Ortona, direttrice del Centro medicina di genere dell’Istituto superiore di sanità, ha affermato che adottare la medicina di genere come strategia sanitaria è fondamentale per garantire diagnosi tempestive e percorsi terapeutici adeguati.
L’innovazione digitale sta cambiando il panorama della cardiologia preventiva. Enrico Caiani del Politecnico di Milano ha evidenziato come telemedicina, intelligenza artificiale e dispositivi indossabili possano migliorare la gestione del rischio cardiovascolare. Tuttavia, la comunicazione tra medico e paziente rimane cruciale. La psicoterapeuta Alessandra Gorini ha spiegato che la scarsa consapevolezza del rischio cardiovascolare femminile è influenzata da fattori emotivi e socio-culturali.
Promuovere un cambiamento nel modo in cui vengono gestite le patologie cardiovascolari femminili richiede un approccio olistico e un impegno a lungo termine. Daiichi Sankyo Italia si è dichiarata pronta a raccogliere questa sfida, come affermato da Joanne Jervis, Managing Director & Head of Specialty Business Division di Daiichi Sankyo Italia. L’azienda è determinata a sostenere decisori politici, istituzioni sanitarie e campagne di sensibilizzazione per garantire che le differenze di genere siano considerate nella medicina e nella cura personalizzate.
L’evento di oggi ha rappresentato un passo importante verso una maggiore consapevolezza e una gestione più efficace delle malattie cardiovascolari nelle donne, sottolineando la necessità di un maggiore impegno collettivo per garantire una salute migliore e più equa per tutte.

Perla Tegofenti è una giornalista-blogger italiana specializzata nei settori del food e della salute, temi interconnessi che affronta con competenza e passione. Attraverso i suoi articoli, esplora l’importanza di una corretta alimentazione per il benessere e promuove stili di vita sani e consapevoli.