Il progetto Inf-Act, avviato a fine 2022, si avvicina alla sua conclusione, prevista per il 31 dicembre 2025. Federico Forneris, presidente della Fondazione Inf-Act e prorettore alla Ricerca dell’Università di Pavia, ha condiviso con l’Adnkronos Salute una riflessione sul percorso compiuto e sulle sfide future. Inf-Act ha visto la collaborazione di tre importanti istituzioni: l’Università di Pavia, l’Istituto Superiore di Sanità e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), coinvolgendo un totale di 25 enti nella lotta contro le malattie infettive emergenti. Il programma ha ricevuto 114,5 milioni di euro in agevolazioni, un investimento che ha portato a risultati significativi.
Il bilancio del progetto inf-act
Forneris ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto fino ad oggi, evidenziando come il programma abbia creato una rete di ricercatori altamente competitivi. “Siamo al rush finale e ora è fondamentale riflettere su come proseguire”, ha affermato. Con l’Inf-Act Conference 2025, in programma a Napoli dal 3 al 5 aprile, si intende discutere i traguardi raggiunti e pianificare il futuro del progetto. “Ci troviamo in un anno decisivo, in cui dobbiamo tirare le somme e preparare il terreno per ciò che verrà”, ha dichiarato Forneris, che ha invitato anche rappresentanti di altri programmi di ricerca a partecipare al confronto.
Le sfide future e l’importanza del sostegno istituzionale
Forneris ha espresso la necessità di non dimenticare l’importanza dell’investimento effettuato negli ultimi tre anni. “Non stiamo chiedendo più fondi, ma è cruciale che le istituzioni riconoscano il valore del lavoro svolto e delle reti create”, ha commentato. L’Italia, sebbene formi ricercatori di alto livello, ha visto molti dei suoi talenti emigrare all’estero. “Con il supporto ricevuto, possiamo presentarci in modo più competitivo in Europa“, ha aggiunto. Il progetto ha visto crescere il numero di partecipanti, superando le 60 istituzioni e 700 ricercatori coinvolti.
Un futuro di opportunità e collaborazione
Forneris ha messo in evidenza i rischi legati alla fine del finanziamento, come la possibilità di perdere talenti. Tuttavia, ha espresso fiducia nel fatto che l’impegno profuso possa mitigare questo rischio. “Stiamo lavorando per garantire che le opportunità rimangano disponibili per i nostri ricercatori“, ha affermato. La creazione di una rete di collaborazione tra diverse discipline, dalla veterinaria alla fisica matematica, è stata identificata come uno dei maggiori successi del progetto. “Abbiamo le competenze e le tecnologie necessarie per affrontare le sfide future”, ha dichiarato Forneris.
Collaborazioni internazionali e prospettive di sviluppo
In merito alle collaborazioni internazionali, Forneris ha rivelato che esistono contatti con realtà francesi e spagnole, sebbene di dimensioni più contenute. “L’investimento fatto in Inf-Act rappresenta un unicum a livello europeo”, ha affermato, sottolineando l’importanza della creazione di sinergie. Il futuro del progetto prevede la partecipazione a bandi e opportunità che possano emergere, con l’obiettivo di valorizzare le competenze del network. “La nostra forza competitiva è la chiave per affrontare le sfide che ci attendono”, ha concluso Forneris.
